Documentazione DPI per il soccorritore

I certificati e la documentazione DPI che devono accompagnare i dispositivi di protezione dei soccorritori.

Controlliamo sempre che la documentazione DPI sia presente e completa.

Il manuale di uso e manutenzione.

La prima cosa, che però solitamente nessuno fa, è verificare che ci sia il manuale di uso e manutenzione e leggerlo con attenzione.

Se non c’è, pretenderlo o recuperarlo presso il produttore, on-line o attraverso il distributore.

Sul manuale sono riportate le caratteristiche del prodotto, la sua vita utile, i modi di utilizzo ed i requisiti per l’uso.

Inoltre vi sono riportate le procedure di manutenzione ed immagazzinamento, gli eventuali controlli ed ispezioni da eseguire prima e dopo l’uso, i termini di garanzia.

La certificazione.

Abbiamo visto nell’articolo “DPI per il Soccorritore: le basi e la normativa di riferimento

che i DPI si dividono in tre categorie, a seconda  della riduzione dei rischi per cui sono ideati. 

I DPI, per essere classificati come tali, devono rispondere a dei requisiti prescritti in un Regolamento Europeo che determina le prestazioni e i test a cui devono essere eventualmente sottoposti ovvero le norme tecniche a cui devono rispondere.

Nel caso dei DPI di Prima categoria, è il fabbricante stesso che  verifica che il proprio risponde alla norma per cui viene immesso sul mercato.  

Redige la documentazione tecnica e appone il marchio CE.

documentazione DPI - marcatura CE

Per i DPI di seconda e Terza categoria, il produttore deve invece rivolgersi ad un laboratorio di prova accreditato.

Questo, valutata la documentazione tecnica fornita dal produttore, li sottopone ad una serie di test previsti dalle norme tecniche per cui si vuole certificare il prodotto. 

In seguito, tali rapporti di prova vengono inviati ad un ente certificatore (interno o esterno al laboratorio stesso) che rilascia il certificato CE sulle prestazioni.

Per i DPI di Terza categoria sono inoltre previsti anche dei controlli casuali e annuali effettuati sempre da un ente certificatore (che potrebbe anche non essere quello che ha emesso il certificato), che controlla l’omogeneità della produzione e la corrispondenza con il certificato emesso relativo al DPI.

Il produttore deve apporre sul prodotto (marcare o etichettare) diverse informazioni, a seconda della categoria del DPI. 

Sulla marcatura dei DPI parleremo in un altro articolo.

Questi enti certificatori possono essere italiani o europei; solitamente sono specializzati in particolari categorie di DPI.

Alcuni di questi sono: 

  1. www.tuv.it
  2. www.cimac.it
  3. www.italcert.it
  4. www.satra.com
  5. www.dolomiticert.it

Per approfondire l’argomento vi consiglio una visita al sito www.accredia.it che è l’ente italiano per l’accreditamento degli enti certificatori. 

Conservare la dichiarazione di conformità.

Nel momento in cui acquistiamo un DPI  è necessario conservare la Dichiarazione di conformità (soprattutto se non è sempre disponibile sul sito del produttore)  che è un documento che attesta che quel DPI rispetta gli standard per cui è stato certificato.

Qui un esempio di dichiarazione di conformità di un imbracatura da soccorso:

https://www.kong.it/it/3-azienda/33-dichiarazioni-di-conformita/items/p358-sierra-duo

La data di scadenza sulla documentazione DPI.

Inoltre i DPI possono avere delle scadenze, diverse a seconda del produttore e in base ai materiali impiegati nella sua costruzione.

Ad esempio se i suoi componenti sono prodotti con materiali deperibili, in plastica o in tessuto. 

Questa scadenza deve essere chiaramente indicata sul manuale dal produttore e, se possibile, anche sul DPI stesso.

DPI Terza categoria: formazione obbligatoria.

Tra i soccorritori,  i DPI più utilizzati rientrano nella seconda o nella Terza categoria: calzature, guanti, caschi, imbracature, abbigliamento alta visibilità, abbigliamento antincendio ecc.

Se il DPI è di Terza categoria, subentrano ulteriori obblighi legati alla formazione e alle ispezioni.

Per questa categoria di DPI, il soccorritore deve ricevere una formazione all’utilizzo del dispositivo, che deve essere sia sull’utilizzo dei DPI di Terza categoria in maniera generica, sia in maniera specifica sulla tipologia e modello che gli viene assegnato.

Attenzione: la lettura del manuale e la formazione sul prodotto sono tra gli obblighi più disattesi: 

Spesso si prende il dispositivo e si comincia ad usarlo come se già lo si conoscesse a fondo. È un atteggiamento decisamente sbagliato e porta spesso a gravi errori.

Obbligo di controllo e ispezione DPI.

I DPI di Terza categoria sono soggetti anche a obblighi di controllo, ispezione, ed una possibile revisione.

Vediamo le differenze tra manutenzione, ispezione e revisione, che spesso vengono confusi.

Controllo e manutenzione pre e post uso.

Serve a controllare e mantenere il dispositivo in condizioni di funzionamento sicuro per mezzo di azioni preventive quali pulizia e corretto immagazzinamento.

Ad esempio riporre una calzatura dopo averla fatta asciugare o controllare lo stato di usura di un cordino o di un’imbracatura.

Il controllo deve essere eseguito prima e dopo ciascun impiego da parte dell’utilizzatore, secondo le istruzioni fornite con la nota informativa sul manuale.

Ispezione.

É un approfondito controllo visivo e funzionale del prodotto per verificare la presenza di difetti o malfunzionamenti. 

L’ispezione deve essere svolta da persona competente, normalmente formata ed autorizzata dal produttore nel rispetto delle procedure d’ispezione prescritte. 

L’ispezione è obbligatoria per i Dispositivi di Protezione Individuale appartenenti alla Terza categoria e per quelli atti all’evacuazione e trasporto di infortunati. 

All’interno dell’associazione di soccorso, può essere presente una figura specifica che segue un corso presso il produttore e viene autorizzato all’ispezione dei DPI.  

L’ispezione deve avere cadenza annuale ovvero al massimo entro dodici 12 dall’ispezione precedente.

Per la prima ispezione, si prendono i 12 mesi dalla data di primo utilizzo che deve essere diligentemente registrata dall’utilizzatore sul manuale o su apposito registro documentazione DPI.

Revisione.

É un’attività di manutenzione straordinaria che viene effettuata a fronte di malfunzionamenti di un dispositivo. 

Questa attività deve essere svolta dal produttore o da persona formata ed autorizzata dalla stessa. 

La revisione comporta l’applicazione di una serie di azioni correttive tali da ripristinarne il corretto funzionamento.

Come tenere un registro completo e funzionale della propria documentazione DPI.

Le ispezioni ai DPI sono fondamentali per l’adempimento agli obblighi di legge e necessari per la certezza degli standard prestazionali del dispositivo

L’ispezione del dispositivo deve essere registrata su un apposito registro e rimanere a disposizione sia dell’utilizzatore che degli organismi addetti al controllo, ad esempio l’ispettorato del lavoro.

L’ispezione può essere però un procedimento noioso e di cui ci si dimentica facilmente.

Le nuove tecnologie possono però aiutarci.

Ci sono software sistemi di tag NFC (radio chip da inserire all’interno del DPI), leggibili con qualunque smartphone.

Questi software ci permettono di:

  • gestire automaticamente le scadenze;
  • ridurre i tempi di ispezione;
  • compilare automaticamente il registro di ispezione;
  • archiviare digitalmente tutti i documenti del DPI in modo da averli a disposizione ovunque mi trovo;
  • controllare in ogni momento se il DPI indossato dal soccorritore è in regola con i controlli previsti;

Uno dei più completi e aggiornati software impiegabili questo scopo è Exteryo:

www.exteryo-safety.com

Che vi invito a provare.

Per ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi >>>

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